SCOPRI, OSSSERVA E

prenota!

La campagna di San Potito Ultra è oggi coltivata a viti (il territorio è quasi interamente compreso nella zona del Fiano), ortaggi, ulivi ed alberi da frutta. Il territorio agrario, nella parte attraversata dal torrente Salzola, si fonde con i resti di attività manifatturiere, un tempo alimentate dall’energia idraulica. Restano affascinanti sopravvivenze di mulini e cartiere e, soprattutto, fa bella mostra di sé l’opificio di metà ottocento della Ramiera, di proprietà pubblica ed in parte restaurato, dove si possono ammirare due imponenti magli ed un interessante sistema di alimentazione idraulica, con canali e bottazzi  per la raccolta delle acque.

Il centro storico è caratterizzato da stradine strette che si snodano tra abitazioni abbellite da pregiati portali in pietra, opera di anonimi artigiani campani. Palazzo Amatucci, ora sede del municipio, e palazzo Maffei, entrambi edificati da nobili famiglie del luogo, rappresentano interessanti esempi  di architettura civile. Tra gli edifici religiosi, invece, sono degne di nota la cappella della Congrega di SS. Maria del Soccorso, patrona del paese, del XVI secolo; la Chiesa di Sant’Antonio Abate, contenente un pregevole dipinto settecentesco raffigurante l’Annunciazione, e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, costruita nel XVII secolo ed impreziosita da un decorativo portale in pietra e da una bella torre campanaria.

Allocato nelle cantine del Palazzo Amatucci, c’è il Museo del Lavoro, esemplare raccolta di reperti della civiltà materiale delle comunità locali, ma anche di realtà diverse, in buona parte provenienti dalla importante collezione della famosa famiglia di architetti napoletani De Felice-Sbriziolo.

E al lavoro è dedicato anche il Parco “Primo Maggio”, splendida terrazza che si affaccia sulla valle di Avellino, ricavato all’interno di una vecchia cava di pietre.

RICHIEDI DISPONIBILITA’

CONTATTACI